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Polveri   polverine   polveroni

inquinamento

Periodicamente - ma solo ogni tanto - tornano alla ribalta le polveri sottili, quelle che ci avvelenano la vita tutti i giorni. Quando i media decidono di parlarne è meglio toccare subito ferro, perchè - quasi sempre - si tratta di ammansire preventivamente l'opinione pubblica (da tempo trasformata in emozione pubblica) per qualche nuovo astruso giro di vite, che alla fine dei conti risolve pochissimo o nulla. E non si parla delle domeniche a piedi, che dimezzano un traffico già di per sè molto ridotto, quello appunto della domenica, con le corse dei mezzi pubblici al minimo e l'assenza assoluta di traffico commerciale, ma con ampi permessi per chi va allo stadio, chi vuole assistere alle sfilate di moda, o alla Fiera settoriale del momento. Inutile. Idem per le zone ad accesso limitato: se il centro città è invivibile bisogna chiuderlo al traffico e consentire l'accesso solo ai veicoli elettrici. Invece, basta pagare una tassa - che dovrebbe servire a finanziare soluzioni alternative - per continuare ad inquinare imperterriti con la coscienza tranquilla. Anche l'investimeto fatto per incentivare l'uso della bicicletta è stato generalmente un flop in molte città. Perchè prima sarebbe necessario diffondere la cultura della bici per ottenere un'utenza, poi si possono realizzare quelle iniziative che vanno incontro alle aspettative degli utenti. Ma in un Paese con una cultura sociale imbalsamata, con una percentuale di piste ciclabili ridicola, dove è normale posteggiare il gippone in terza fila per andare a comprare le sigarette, la bici di massa senza solide basi rimane un'utopia. Per cui quelle messe a disposizione restano spesso inutilizzate. Mentre quelle affittate molte volte non tornano più indietro (ho visto con i miei occhi una bici gialla milanese sul lungo mare di S.Bartolomeo del Cervo).
Dunque per combattere le polveri si sollevano diversi polveroni - soprattutto di natura politica e di convenienza elettorale - cercando di proporre soluzioni ad effetto che colpiscano l'immaginario collettivo, mentre servono immediatamente soluzioni tecniche efficaci, senza le quali si va incontro ad un punto di non ritorno, i cui costi - umani ed economici - saranno di gran lunga superiori a quelli dei possibili rimedi.
Intanto, dopo il riversamento nel Lambro di sostanze altamente inquinanti da parte di un'azienda in via di smantellamento, le susseguenti analisi per il monitoraggio delle acque hanno evidenziato anche significative tracce di cocaina. La polverina bianca impazza nella Milano proiettata verso l'expo, socialmente riciclata dai soliti ignoti dalla città "da bere" in una da sniffare.
Di polveri, in ogni caso, ce ne sono sempre troppe, ognuna con il suo ruolo e con le sue drammatiche conseguenze. Al coccodrillo di turno ogni tanto scende una lacrimuccia... poi, meglio che non se ne parli.

Come girano le pale

Generatori eolici

Informandosi su quanto viene fatto nel settore delle energie alternative in altri Paesi comunitari, sale un senso di rabbia impotente misto ad uno sconsolato fatalismo. Sono sensazioni che non dovrebbero trovare spazio in una moderna e progredita società civile. In un Paese come l'Italia, ricco di sole, di brezze montane, di moti ondosi e di sottosuoli vulcanici, l'utilizzo di energie rinnovabili dovrebbe essere un impegno primario ed un esempio per tutti. Invece dipendiamo sempre di più dal petrolio e dalle forniture di gas. E dai loro costi, che sono soggetti alle "leggi del mercato", cioè alla speculazione economica (ricatto del profitto) messa perennemente in atto da chi tiene il coltello dalla parte del manico. Si è scoperto qualche mese addietro, che alcune delle maggiori raffinerie italiane usufruiscono addirittura di contributi riservati agli investimenti ecologici, secondo contorte interpretazioni perfettamente legali. Il fatto è che la nostra bolletta energetica aumenta costantemente, ben oltre quello che il Paese si potrebbe permettere. Adesso si rilancia la corsa al nucleare, non tenendo assolutamente conto della volontà dei cittadini sancita da un referendum, ponendo in atto soluzioni costosissime, di lontano utilizzo e di altrettanto costosissima manutenzione e dismissione. Al contrario dell'uranio arricchito, sole e vento sono gratuiti e privi di manutenzione. Troppo semplice. Intanto, le commesse e gli appalti dei rotori eolici fanno gola a molti (compresa naturalmente la criminalità organizzata), sia per la produzione dei generatori che per i relativi contributi istituzionali. In Sicilia esiste un parco eolico invidiabile, innalzato a tempo di record (per poter incamerare tutte le varie sovvenzioni), peccato che non funzioni perchè nel luogo dell'impianto non esistono linee elettriche dove coinvogliare l'energia prodotta dai generatori. Tutto fermo. Altrove si procede come i gamberi, considerando che permessi, autorizzazioni, concessioni e piani regolatori hanno il potere di bloccare e procrastinare all'inverosimile cose semplicissime. Nel frattempo in Germania e Francia - tanto per fare esempi a noi vicini - cresce il numero dei comuni quasi completamente autosufficienti per quanto riguarda l'energia elettrica ed il riscaldamento domestici, grazie anche ad un efficiente riciclaggio dei rifiuti.

Pannelli sol [ it ] ari

Pannelli solari

Quest'anno il fotovoltaico in Italia dovrebbe raddoppiare, cioè passare dai 1128MW del 2009 ai 2500MW del 2010. Il condizionale è d'obbligo, considerando che si tratta di stime (speriamo non basate sui soliti bla bla...), che comunque sono ben al di sotto del nostro potenziale produttivo e notevolmente al di sotto delle nostre necessità. Che quest'anno si preveda un passo in avanti di questa consistenza è anche dovuto al fatto che l'anno scorso si è fatto poco, aggiungendo soltanto 720MW al livello del 2008. Il Piano Nazionale prevede di toccare gli 8000MW nel 2020, dunque uno sviluppo irragionevolmente lento in una società che ha bisogno di uscire dalla crisi economica riducendo i costi della bolletta energetica. La Germania, tanto per fare un esempio, già adesso è a quota 10.000MW. Eppure il fotovoltaico è una soluzione ideale, di basso costo, di semplice installazione e manutenzione, alla portata di tutti. Le resistenze che circondano lo sviluppo di questa tecnologia sono soprattutto di ordine burocratico. Agli occhi dei più, tutti questi paletti appaiono assolutamente inspiegabili e pretestuosi. E tra le altre cose, il fotovoltaico stenta a decollare anche perchè non ci sono grossi margini che possano invogliare gli speculatori più spregiudicati, i quali preferiscono affondare le dentiere in torte più salate. Questa, invece, è una tecnologia semplice da capire, che non ha segreti nascosti e i cui costi sono sono proprio... alla luce del sole. Non c'è spazio nè per finanziare grandi campagne pubblicitarie, nè spazio per distributori disinvolti pronti a cavalcare l'onda del momento. E' solo un ottimo investimento per il consumatore finale, che avrebbe il diritto di essere informato in modo migliore e adeguato alle sue necessità.

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